Camminare con l’essenziale: alla scoperta del Cammino di Bonaria tra pace, introspezione e territorio
Metti l’essenziale nello zaino, allaccia le scarpe e muovi il primo passo. Camminare è un atto di pura resilienza contro la frenesia quotidiana, ma soprattutto è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per prenderci cura della relazione con noi stessi — un’esperienza che, vissuta in solitudine, acquista un valore ancora più profondo —.
Quando scopri questa dimensione, ne diventi dipendente: una dipendenza buona e salutare, di cui sia il corpo che la mente finiscono per avere disperato bisogno.
Ma cosa cerca davvero chi decide di mettersi in cammino?
Il Cammino di Bonaria, un legame che attraversa l’Isola: la storia di Antonello Menne e del Cammino.
Questa filosofia di vita trova la sua massima espressione nel Cammino di Bonaria, una realtà nata cinque anni fa dall’intuizione dell’avvocato Antonello Menne. Originario di Orotelli ma residente a Milano da una vita, dove lavora, ha casa e famiglia, Menne ha saputo trasformare l’amore viscerale per la propria terra d’origine e la passione per il passo lento in un grande itinerario di condivisione.
L’ispirazione nasce dai grandi modelli europei come il Cammino di Santiago e la Via Francigena, con l’obiettivo di creare in Sardegna un percorso strutturato in tappe che si snoda per 353 chilometri, toccando ben 29 centri abitati (tra cui 4 città). Da Olbia sino a Cagliari, dalla Basilica di San Simplicio a quella di Bonaria, passando nell’entroterra della Sardegna attraverso piccoli paesi, molti dei quali sconosciuti ai più. Tra i tanti il piccolo paese di Sini, in alta Marmilla dove sta la nostra Casa S’Urtzula Guest House.
Quindi, un percorso che non dev’essere per forza fatto affrontato tutto d’un fiato, ma che si presta benissimo a esser vissuto a piccole tappe.
Un esempio perfetto è rappresentato dalle magnifiche 5 tappe del Cammino di Bonaria in Alta Marmilla, un itinerario che attraversa borghi ricchi di storia e tradizioni come Sini , Genuri, Setzu , Tuili e Barumini, nel cuore della culla dell’antica storia della Sardegna.
L’accoglienza a Sini: la rete degli ospitaleri e il valore della comunità
L’importanza delle strutture “Ospitalere”: la sosta a Casa S’Urtzula
Un cammino non vive solo di sentieri, ma vive soprattutto della rete umana e spirituale che incontra lungo la strada. In questo contesto, le strutture ospitanti del Cammino di Bonaria svolgono un ruolo fondamentale per il benessere del pellegrino. Sini, piccolo borgo della Marmilla, rappresenta uno snodo cruciale per l’ospitalità lungo il percorso.
Il borgo vanta una rete affiatata di ospitaleri e persone speciali pronte ad aprire le proprie porte: tra queste Casa S’urtzula , inserita nel circuito ufficiale come struttura “ospitalera”, affiancata da Casa Rural Sardinia B&B, e dalla calda accoglienza familiare di Ottavio Serra e Fiorella Murgia.
La sosta di Antonello e Luca presso Casa S’Urtzula e la comunità di Sini testimonia come il cammino sia uno strumento straordinario per unire le generazioni, liberare mente e cuore e fare tappa in angoli autentici e meno noti della Sardegna.
Un altro modo di fare vacanza, lontano dal caos delle spiagge o delle metropoli.
Un cammino di pace, accoglienza e dialogo.
Ispirandosi all’antica tradizione dei cammini religiosi sardi e allo spirito di San Francesco d’Assisi — che si fece pellegrino per portare il dialogo laddove c’era scontro —, il Cammino di Bonaria si propone come un luogo di accoglienza e d’incontro aperto a tutti, credenti e non credenti.
Non si tratta semplicemente di completare un percorso escursionista hihing in natura, ma di abbracciare un’esperienza che mette al centro:
- Il rispetto per le persone e la natura: percorsi pensati per valorizzare il paesaggio senza impatti invasivi.
- La solidarietà tra popoli e generazioni: un’occasione per creare ponti culturali e interpersonali.
- L’ascolto delle comunità locali: attraversare i borghi significa dare voce ai racconti di chi quei luoghi li vive quotidianamente.
- Il valore della lentezza: riscoprire la forza della parola condivisa durante le soste e la potenza del silenzio lungo i sentieri.
Valori che fanno parte integrante del Progetto S’Urtzula condivisi con quello del Cammino di Bonaria.
Attraversare la Sardegna a piedi permette di riscoprirne la bellezza naturale più pura e semplice, lontana dai circuiti turistici classici, regalando a chiunque decida di mettersi in viaggio la possibilità di ritrovare il proprio centro.
Hai mai provato l’esperienza di un cammino di qualche giorno?
Qual è la tappa o il territorio della Sardegna che ti piacerebbe riscoprire a passo lento?
Puoi iniziare proprio da qui: da Sini in Alta Marmilla, il territorio più slow della Sardegna.
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