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Altopiano della Giara

La giara si eleva sino a 500/600 mt come altipiano. Si affaccia sulle grandi pianure della Marmilla, che si tingono di verde intenso in primavera e d’oro in estate. Si apre così ad accogliere con potente energia gli ignari visitatori escursionisti. Un altopiano di basalto, poggiato su strati differenti di rocce marnee arenarie, sedimentatisi nel Miocene, ben 20 milioni di anni fa. Una culla naturale che nel periodo nuragico venne trasformato in un inespugnabile castello, fortificato con ben 23 nuraghi. Moltissimi quindi, gli insediamenti nuragici tra i quali spicca Bruncu Maduli; proprio sul ciglione ovest della Giara. Con molta probabilità il nome Giara deriva dal latino “glarea”, ovvero ghiaia, parola che indica la pietrosità caratteristica del suolo. Un profumo caratteristico, si sprigiona dall’antica terra basaltica, risultato di un antico matrimonio tra acqua e fuoco, che si sposa alle essenze dei profumi che esalano dalla terra e dalla macchia mediterranea, insieme al profumo dei moltissimi fiori variopinti. Tra questi, immersi nei “paulis“, grandi e piccoli specchi e riserve d’acqua piovana, i piccoli candidi ranuncoli. Prezioso cibo per i cavallini selvatici, unici in Europa, abitanti discreti e silenziosi. Splendidi animali che popolano da sempre questo antico luogo; che mozzano il fiato, quando si intravedono tra i cespugli o ti sorprendono lungo i sentieri. Numerosi sono gli abitanti della Giara: cinghiali, volpi, martore, ricci, conigli, lepri, gatti selvatici. Così come gli uccelli stanziali o in transito: falchi, poiane, pernici, i picchi rossi, i gruccioni, i germani reali, le cicogne e i cavalieri d’Italia. Nelle acqua de “is paulis”, a testimoniare quanto sia antico questo luogo, vive persino un crostaceo arcaico, rimasto immutato da 200 milioni di anni: il “l’epidurus opus Lubbocki

Sa Giara è il suo nome

Un luogo di origine vulcanica, antico e sacro, che sembra accoglierti con la tenerezza di una madre unita insieme alla forza e protezione di un padre. Una potente energia che cura, si sprigiona dalla terra, travolge e avvolge inaspettatamente, mette equilibrio, nutre amorevolmente e guarisce.

Il suo nome non a caso è Giara. Sembra un gioco di parole! Giara è anche un contenitore usato in antichità: serviva per contenere preziosi liquidi e granaglie, alimenti preziosi e necessari alla vita come olio, vino, acqua, grano.

Ma Sa Giara è anche una culla che ti invita al silenzio, che pacifica la mente, inebria i tuoi sensi con i suoi profumi e colori. Ti incanta gli occhi, sino a disorientarti, con le sue grandi distese e i suoi dolci paesaggi uniformi.

Mentre la tua mente si cheta sotto il prevalere dei sensi, nel tempo che sembra dilatarsi, immerso in paesaggi unici, proprio come i dipinti di Manet.

Sa Giara è un piccolo paradiso in terra sarda. Un luogo intriso di bellezza e antica sacralità che incanta, placa la mente; rapisce i sensi e conduce laddove è cura rigenerante per l’intero essere.

S'Urzula ti guiderà durante il tuo viaggio sulla Giara

borgo di sini

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Giara di Sini

Giara dal tramonto all’alba

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Itinerari naturalistici alla Giara
Dal Parco di Cracchera sino all'Altopiano

Nel territorio comunale di Sini si trova il Parco comunale di Cracchera. Realizzato nel 1982 per volontà dello stesso Comune, in un’area, il bosco di Seremida, caratterizzata da una fitta vegetazione: lecci secolari, roverelle e querce da sughero, circondate da un ricco sottobosco da fiaba.

Suggestivi e sorprendenti alcuni sui punti; terrazze naturali, da cui si può ammirare un panorama mozzafiato sulla Marmilla. Numerosi sono i sentieri acciottolati e piccole strutture in pietra; alcune utilizzate dai pastori come ricovero del bestiame; testimonianza dello stretto rapporto tra il bosco e gli affezionati abitanti del borgo di Sini.

Nei periodi di forti piogge, si può ammirare la cascata di Su Strumpu. Dal Parco sono raggiungibili alcuni importanti siti nuragici: Sedda, Pedrosu, Bucca Scala e Scab’i Ois. Siti che testimoniano la presenza qui dell’uomo sin dall’antico periodo nuragico; e oggi quanto siano antiche le nostre origini. Forse erano luoghi strategici o magari davvero siti in cui si compivano riti sacri!

Dal bosco di Seremida si sale sull’altopiano. Qui regna indiscusso un bosco di sughere; immerso nella macchia mediteranea. Quelle ai confini, più esposte, piegate dal vento di maestrale, richiama lo sguardo! Insieme alle distese dei piccolissimi ciclamini del sottobosco in primavera, che crescono ovunque tra i lecci e roverelle.

In ogni dove, si aprono distese di asfodeli e gialle euforbie e prati verdeggianti colmi di piccolissime margherite, che esalano un profumo simil camomilla: piccoli fiori che tolgono il fiato per la bellezza creano morbidi tappeti incalpestabili sui quali viene quasi da muoversi rispettosamente in punta di piedi, leggeri, leggeri, quasi sospesi per aria. E le preziose orchidee selvatiche, spuntano qua e là solitarie che sorprendono, catturando lo sguardo, mentre si cammina.

Quando ci si addentra nella macchia mediterranea i punti di riferimento sono molto pochi ed è facile perdersi senza una guida esperta.

La primavera è la stagione più indicata per visitare questo piccolo paradiso; quando è anche possibile intravedere l’immagine suggestiva del Gennargentu ancora innevato.
Ma in ogni stagione Sa Giara ci sorprende con la sua bellezza!

Un luogo, dove il tempo sembra essersi fermato; in cui la mente si placa, sotto l’egida dell’istinto e dei sensi, che hanno il sopravvento; catturati dall’incanto dell’immensa, assoluta e magnetica bellezza, che solo appartiene a questa riserva naturale, unica nel suo genere.

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